Salsa, questa, tipica del Piemonte, da gustare nelle veglie dei tardi pomeriggi autunnali, quando
“La nebbia a gl’irti colli piovigginando sale e per le vie del borgo dal ribolir dè tini va l’aspro odor dè vini l’anime a rallegrar e mentre girà sù ceppi accesi lo spiedo scoppiettando”
Dopo la citazione poetica ecco il modo per preparare questa (anche se pesante da digerire) salsa.
Ripulite cinque spicchi d’aglio ( o più a seconda dei commensali) e metteteli in un tegame di terra da fuoco, copriteli con del latte e lasciate cuocere finchè il latte non sarà del tutto consumato e l’aglio ridotto in crema. A questo punto aggiungete tre o quattro acciughe salate ( se usate più aglio ricordate di mantenere la proporzione) lavate e spinate, coprite il tutto con olio e fate cuocere lentamente per venti minuti circa rimestando, per far si che anche le acciughe si riducano in salsa. Aggiungete, in ultimo, un bicchiere di panna liquida (o più a seconda della quantità della salsa), fate riprendere l’ebollizione e versate la bagna caoda negli appositi tegamini con il loro fornellino acceso.
Portate in tavola, disponendo accanto a ciascun fornelletto e a portata dei commensali, un piatto con le verdure che verranno intinte nella salsa. Le verdure da usare sono quelle da pinzimonio: tenere coste di sedano bianco e cardo, finoccho. Ottimi sono anche i peperoni gialli precedentemente passati sulla griglia. Poi, se avete un amico piemontese, chiedete a lui, vi indicherà le verdure migliori, o forse, vi ptrà dire che qualsiasi verdura è buona. So infatti di un sindaco di una cittadina piemontese che intinse nella salsa.. dei garofani: e li mangiò!
Comunque, forse, è meglio attenersi alle verdure indicate con preferenza al cardo. E il vino? deve essere nuovo, appena uscito dalla botte, asprino e dissetante come è appunto la barbera piemontese appena uscita dalla botte. In mancanza della neonata barbera, scegliete un vino bianco dell’annata, secco, acidulo quel tanto che non dispiace al palato.
Come potete vedere sia la salsa che il vino sono allegri, appunto per allontanare la tristezza che spesso provocano certe giornate autunnali.
